domenica 15 luglio 2012

La religione verde secondo Brignell 7


Puritani e guastafeste
Nessuno ha migliorato la definizione di Mencken del puritanesimo - l'ossessivo timore che qualcuno, da qualche parte, possa essere felice. Si tratta di una caratteristica sfortunata di molte religioni e il riscaldamento globale è ben lungi dall'essere un'eccezione. Nulla che offrano i proponenti comporta un miglioramento o l' appagamento umano, piuttosto il contrario. Si potrebbe pensare che qualsiasi filosofia di vita comporterebbe giostre ed altalene, buoni e cattivi, ma ripensateci. Praticamente tutto quello che vi piace è peccato - vacanze, alla guida della vostra auto, una temperatura confortevole nella vostra casa, essere liberi dalla puzza di spazzatura in decomposizione, e così via.
Come per i flagellanti del passato, per alcune persone una sensazione di auto-giustizia, non solo trascende tutti i disagi, ma deriva da loro. Il resto di noi deve conformarsi.
L'esistenza dei piccoli piaceri della vita, come ad esempio gustare un buon vino o un sigaro (e ancora di più gli equivalenti proletari) è intollerabile per loro. Essi sfruttano tutti i mezzi - la distorsione della scienza, la corruzione di politici deboli, la ripetizione della propaganda menzognera - per ottenere l'eliminazione delle pratiche odiate. L'undicesimo comandamento per i guastafeste è “Thou shalt not have fun” ("Tu non divertirti"), e il riscaldamento globale fornisce un delizioso parco giochi per loro.

La religione verde secondo Brignell 6


Profezia e divinazione
Nel mondo reale le profezie catastrofiche sono destinate al fallimento.
Solo in testi religiosi e nel fantasy, attualmente popolare, le profezie si avverano. HG Wells, in "The shape of things to come" ("La forma delle cose a venire"), ha anticipato la guerra meccanizzata, per esempio, così come Winston Churchill, ma poco altro. Gli stessi esperti di elettronica non avevano previsto che uno sviluppo dell'antica arte della scrittura sulla pietra, la litografia, si sarebbe tradotto in milioni di transistor che sono disponibili su un unico chip, cambiando per sempre il mondo, tra cui la concessione di nuovi mezzi di controllo (a volte dal sapore sinistro) a coloro che hanno autorità.
Allo stesso modo, la divinazione è sempre stata tenuta in grande considerazione in tutte le culture, antiche e moderne. Sono state studiate le stelle, e osservati polli e altri animali macellati, in modo che le loro viscere fumanti potessero essere esaminate per predire il futuro, sono state mescolate carte e scrutate sfere di cristallo. In tempi relativamente recenti il leader della nazione più potente della terra ha fatto affidamento sul consiglio degli astrologi.
Ora è tornata la divinazione, ad esempio, con l'esame delle viscere degli alberi secolari. Anche se i metodi utilizzati non sono validi (perché presuppongono erroneamente la linearità) ed è stato ampiamente dimostrato che sono irriproducibili e fuorvianti, i risultati sono stati presentati al mondo in difesa di politiche draconiane sacrificali.
La principale forma di divinazione moderna, tuttavia, sono i modelli a computer. Circa quarant'anni fa, fu emanata una circolare che fece il giro della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Londra che diceva che i dottorati di ricerca non dovevano essere assegnati sulla base di modelli di computer non supportati da misurazioni. Come chiese TS Eliot in "Choruses from The Rock"
Dov'è la saggezza che abbiamo perso nella conoscenza?
Dov'è la conoscenza che abbiamo perduto nell'informazione?
Ora, università enormi e generosamente finanziate e dipartimenti governativi non fanno altro che sviluppare modelli computerizzati, che coinvolgono ipotesi circa le interazioni fisiche che non sono ancora comprese dalla scienza. I loro dubbi (per usare un eufemismo) risultati sono utilizzati dal nuovo sacerdozio internazionale per spaventare il popolo in modo che si conformi ai loro voleri.

La religione verde secondo Brignell 5


Sacrificio e rito
Fa parte della natura umana che non ci piace ammettere di sbagliare, neanche a noi stessi. Le religioni sfruttano questa debolezza, come un mezzo per creare e rafforzare l'impegno. Indurre qualcuno a fare un sacrificio rafforza la causa.
Gli impianti eolici, per esempio, sono i simboli del potere, non di potenza fisica (ne hanno ben poca), ma del potere politico e religioso. Sono come le grandi cupole dei templi, le statue di Saddam o il grande arco "M" della McDonald's. Gli impianti eolici sono brutti: distruggono il paesaggio, e sono fastidiosamente rumorosi, ma è nel loro scopo. Fanno parte del sacrificio. Non sarebbe così male se fossero semplicemente inutili, ma è ancora peggio. I sistemi convenzionali di generazione di potenza equivalente devono operare per l'80% del tempo, mentre il vento soffia troppo poco o troppo, e quindi essere commutata in "warm standby", un processo costoso e dispendioso. Gli impianti eolici sono lì a ricordarci del nostro impegno, volente o nolente, alla causa, sia in materia fiscale (eccessiva) che per la perdita della bellezza del paesaggio e della tranquillità delle nostre orecchie.
Come in altre forme di condizionamento mentale, il rinforzo continuo è una parte necessaria del processo ed è qui che entra in gioco il rituale che comprende piccoli sacrifici ripetuti all'infinito. Girando la casa spegnere le luci di standby ha la stessa funzione del canto ripetitivo dei mantra. 

sabato 14 luglio 2012

La religione verde secondo Brignell 4


Guido Botteri
13 luglio 2012
Infedeli e apòstati.
Le religioni variano nella loro trattamento degli infedeli, che spazia dall’indifferenza alla strage. La nuova religione si basa attualmente sull’assalto verbale e sulle denigrazioni e diffamazioni, anche se ci sono coloro che vorrebbero andare oltre (un esempio di questo fu il video “no pressure” in cui si facevano saltare in aria bambini che non fossero particolarmente entusiasti di collaborare alla lotta all’AGW – quindi non solo i “contrari”, ma anche i “tiepidi”; altro esempio è stato l’invito a bruciare le case degli scettici; altro quello di sottoporre gli scettici a trattamento psichiatrico; altro la creazione di appositi tribunali per reati ambientali, come se questa parte della materia giudiziaria non dovesse essere trattata da normali tribunali, ma da giudici appositamente scelti – in base a quale criteri, e soprattutto “da chi” ? – per quello scopo…e potrei continuare con le pericolose stramberie che sono state proposte dai più fanatici cultori di questa nuova religione verde). Chiamano “negazionisti” gli “infedeli” – un riferimento verbale all’Olocausto, di poco valore e abbastanza spregevole (coloro che mi seguono ricordano bene con quanta insistenza e vigore mi sia sempre battuto contro questo uso obbrobrioso e arbitrario di questa parola molto offensiva, e che presuppone che “loro” abbiano ragione, e gli altri torto, prima ancora di iniziare a discutere). C’è una campagna sostenuta per negare ai “negazionisti” qualsiasi tipo di piattaforma pubblica perché possano esprimere le loro opinioni. E tutto questo non ha il sapore della Scienza, ma della setta fanatica.
A questo punto vorrei fare una mia precisazione sul concetto di democrazia nella Scienza. Perché esso potrebbe non essere chiaro, visto l’insistenza con cui alcune persone scettiche, tra cui il sottoscritto, ricordano che la Scienza non deve essere democratica, e poi le stesse persone, tra cui il sottoscritto, si lamentano della mancanza di democrazia nella Scienza.
L’apparente contraddizione è dovuta al fatto che si parla di due aspetti diversi della Scienza. Il primo attiene al “contenuto” della Scienza. Non sarà una votazione a decidere se la Terra è rotonda o piatta (come nel racconto di Shelburn “La votazione per la Terra Piatta”)… nella Scienza non conta il “consenso” né l’autorità di qualche autorevole personaggio (ricordate il “nullius in verba” di quando la Royal Society aveva a cuore la Scienza ?) ma contano le evidenze, le misure, gli esperimenti. Non è importante se una certa previsione l’ha fatta lo stimatissimo James Hansen, ed ha il consenso del 97% degli scienziati…ha importanza se quella previsione si verifica o no (e quella previsione NON si è verificata).
Diversa cosa però è l’aspetto formale della Scienza, e cioè le discussioni, il confronto delle idee. La Scienza si basa su argomenti solidi (in quanto sostenuti da prove concrete), e quindi non ha paura del confronto, non ha bisogno di urlare e denigrare, come fanno i politici. La forza della Scienza è negli argomenti, e questi possono prevalere anche se detti pacatamente. L’importante è che siano giusti e veri. Impedire ad altri di parlare NON è atteggiamento da scienziati. Le idee sbagliate si possono contrastare con la forza della ragione, e delle rispondenze sperimentali.
Gli apostati sono universalmente ancor più vituperati degli infedeli. Hanno voltato le spalle alla vera fede, qualsiasi essa sia. Gli apostati, o gli eretici parziali, sono ancora più odiati e nel corso dei secoli hanno subito le pene, anche mortali, più terribili.   Nel caso dell’ “ambientalista scettico”, Bjorn Lomborg, è un “credente”. In realtà egli è un credente seriale, accettando, per esempio, che mangiare sedano provochi il due per cento di tutti i tumori e, naturalmente, che il riscaldamento globale sia causato dall’uomo, ma lui rifiuta il sacrificio dell’umanità alla credenza. Questo (per loro) è inaccettabile!
Cosa sono qualche milione di decessi causati da acqua sporca, punture di zanzara e altri pericoli fintanto che le persone possono essere rese conformi ? Finora è stato aggredito solo con insulti e torte alla crema (da parte di quel Mark Lynas che aveva raccontato che sei gradi in più avrebbero causato l’estinzione della specie umana, ma che non aveva spiegato perché non si siano estinti gli Inuit o i Tuareg, separati da ben più di sei gradi…). Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace, ha rotto con il movimento a causa delle loro crescenti tendenze anti-umane, anti-scientifiche e della deriva nell’estremismo. L’ultima goccia per lui è stata la campagna contro il cloro, non solo una componente essenziale della vita umana ma anche la base di uno degli interventi salva-vita più efficaci. Di conseguenza, è stato sottoposto ad una prolungata campagna di diffamazione, descritto come un eco-Giuda, rinnegato e traditore. Ogni commentatore minore o blogger che manifesti incredulità può aspettarsi di diventare il bersaglio di abusi da parte di sedicenti protettori della fede.

La religione verde secondo Brignell 3


Guido Botteri
13 luglio 2012
Demagoghi e ipocriti.
Alcune persone hanno una grande capacità di coinvolgere le masse, con sapiente uso della demagogia. Si tratta di un’arte misteriosa, in quanto le loro capacità oratorie spesso non resistono ad esami critici. Sono idoli del momento, che spesso risultano avere i piedi d’argilla, come spesso sembra accadere per i predicatori carismatici in TV.
Uno dei più noti demagoghi della religione senza Dio è Al Gore, certamente grande oratore, ma, dice Brignell, con “chutzpah”. Cosa esattamente intenda dire Brignell, non lo so, scegliete voi tra “impudenza, audacia, faccia tosta, spudoratezza”. Il suo disprezzo per la verità è esemplificato dalla sua caratteristica e onnipresente presenza di fronte a una fotografia satellitare dell’uragano Katrina. Anche alcuni dei più veementi “scienziati” climatici si astengono dal collegare quel particolare evento isolato, e mostruosamente tragico, con il riscaldamento globale. Allo stesso modo le sue profezie di catastrofi, stile Vecchio Testamento, come le inondazioni a causa di un innalzamento del livello del mare, superano ampiamente le pretese più modeste dei “Professionisti”. Come nella distruzione delle città di pianura, ed altre profezie bibliche, Gore promette una pioggia di fuoco e zolfo su di noi, se non cambiamo i nostri comportamenti.
Gore mostra anche tutte le caratteristiche dell’ipocrita religioso classico (aggiungerei che non c’è bisogno di essere “religiosi” per essere degli ipocriti, abbiamo molti evidenti esempi di ipocriti non necessariamente religiosi, ma Brignell sembra avere qualche personale antipatia per la religione, o almeno per alcuni religiosi).
Gore ignora i suoi stessi divieti. Misurandoli con la sua stessa misura (carbon footprint) i suoi peccati sono grandi, almeno venti volte superiori a quelli della media americana. Va bene, però, perché acquista l’assoluzione (carbon offsets) attraverso la sua propria azienda. Essendo lui un privato, non si sa se ne tragga profitto direttamente, ma almeno non paga dal suo reddito imponibile e, peggio di tutto, dimostra che i ricchi sono immuni da tutte le privazioni reali che l’attaccamento alla nuova religione impone ai suoi seguaci più poveri.

La religione verde secondo Brignell 2


Guido Botteri
12 luglio 2012
Peccato e assoluzione.
Brignell afferma che sarebbe nella natura della religione di essere autoritaria e prescrittiva. Essenziale per questo sarebbe il concetto di peccato – una trasgressione di principi teologici, nel pensiero o nell’atto.
Il peccato originale nelle religioni vecchie deriverebbe, continua Brignell, da una delle fonti della vita sulla terra – il sesso. La nuova religione va ancora più indietro alla base stessa di tutta la vita – il carbonio. Forse la paura fondamentale dell’uomo è la paura della vita stessa. La propensione stupefacente di carbonio a formare composti di complessità illimitata rende possibile l’esistenza della vita, mentre il suo biossido è l’alimento primario, l’inizio stesso della catena alimentare. Tutti i cibi che consumiamo hanno il loro inizio nell’ anidride carbonica atmosferica. E’ quindi il candidato ideale per il peccato originale, dal momento che nessuno può sfuggire alla sua dipendenza. Questa manna che ci ha dato la vita è ora regolarmente bollata dai media come “inquinamento” e “tossica”: sicuramente una delle più perverse distorsioni della storia del linguaggio.
A quel che dice Brignell, vorrei aggiungere che si gioca furbescamente sull’impatto della parola “inquinamento”, lasciando credere – attraverso il bombardamento mediatico di parole come “inquinamento” e “riscaldamento globale”, che le due cose siano legate, ma non è affatto provato che sia così, e all’inquinamento, quando è sotto forma di aerosol, viene attribuito una funzione raffreddante, NON riscaldante, anche se la questione, a mio parere, è ancora aperta. Come in tanti altri fattori, ci sono contributi di segno opposto di difficile quantizzazione. In questo momento però credo che si possa dire che gli aerosol abbiano una “prevalente” funzione raffreddante, e quindi la loro associazione al riscaldamento globale, senza nessun caveat, è da ritenersi fuorviante e disinformativa. Come nel caso del buco dell’ozono, in cui gli interventi proposti per risolvere quel problema vanno in direzione di un maggiore riscaldamento globale – e non viene detto, e viene lasciato credere l’opposto – perché l’ozono è gas serra, ed una sua maggiore presenza aumenta l’effetto serra, così si gioca con la parola “inquinamento” in un modo, direi, vergognoso, anche perché, oltre tutto, l’anidride carbonica è comunque innocente rispetto all’inquinamento classico come viene immaginato dal pubblico. Quello dell’anidride carbonica NON è quel tipo di inquinamento, ma si suppone che sia inquinamento “termico” (TERMICO, fate bene attenzione a questa parola) perché SI SUPPONE che il contributo della CO2 all’aumento di temperatura sia tale da mandare il pianeta alla rovina termica… però, però, si sa anche che un raddoppio della CO2 causa (Arrhenius) l’aumento di un (solo) grado di temperatura, e per avere un altro grado di aumento (imputabile direttamente alla CO2 – non parliamo qui di feedback, perché quella questione è contestata e lontana dall’essere stabilita, visti anche i risultati di questi ultimi anni… che hanno sconfessato un feedback come quello “ipotizzato” dai sostenitori dell’ipotesi AGW).
D’altra parte dall’inizio dell’era industriale ad oggi TUTTO il carbone, petrolio e gas bruciati hanno “contribuito” a portare le ppm della CO2 da 278 (nell’anno 1750, secondo fonti serriste) alle appena 393 attuali (per un totale di 115 ppm)…quanto petrolio, carbone e gas dovremmo bruciare per avere un ulteriore grado di aumento imputabile alla sola CO2 ? Cioè dovremmo raggiungere 786 ppm, e per averne ancora un altro, dovremmo raggiungere 1572 ppm ! Andando a 115 ppm alla volta (valore dal 1750 ad oggi), la vedo dura.
Tornando a Brignell, il correttivo al peccato nella religione è l’assoluzione, dice, e la potenza della maggior parte delle religioni deriverebbe dalla loro pretesa di avere il monopolio dell’assoluzione. Così è con la nuova religione atea. Inoltre, è nella natura della religione di creare mercati fittizi. Ai tempi di Chaucer (1343 – 1400) vendeva le indulgenze papali, cosa che liberava il ricco dalle conseguenze del peccato. Allo stesso modo, le nuove indulgenze sono i crediti di carbonio. Sia nella società antica che in quella moderna queste attività distolgono lo sforzo dalla creazione della ricchezza e quindi agiscono come un freno per l’economia. Essi inoltre danno ai ricchi un comfort che non è disponibile per i poveri – una strada sicura verso il successo.
Proseliti ed evangelisti.
La maggior parte delle religioni cercano di crescere per mezzo di proselitismo. La scienza non cerca e non ha bisogno di convertiti. Insegna a quelli che sono disposti ad imparare, ma non si impone a coloro che sono indifferenti. Le religioni (almeno quelle che hanno successo) hanno un imperativo diverso. Un gruppo crescente di credenti rafforza le convinzioni di aderenti esistenti e partecipare alla ricerca di proseliti aiuta a placare i dubbi inevitabili che potrebbero ospitare. Le religioni di successo sono strutturate in modo da comprendere questo meccanismo espansivo. Coloro che possono reclutare gli altri alla causa sono quindi tenuti in grande considerazione.

La religione verde secondo Brignell 1


Guido Botteri
12 luglio 2012
John Brignell, in un articolo scritto a giugno 2007, definì il Global Warming, come una religione, non un fenomeno scientifico.
Ripercorrerò quell’articolo, che mi sembra davvero molto attuale.
Inizia citando Blaise Pascal:
“Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed allegramente come quando lo fanno per convinzione religiosa.”
E’ stato Michael Crichton che per primo ha identificato l’ambientalismo come una religione, in un discorso nel 2003, ma il mondo è andato avanti rapidamente e i seguaci del credo ambientalista hanno ora una grande influenza sul mondo in generale.
Il riscaldamento globale è diventato il nucleo della credenza in una nuova eco-teologia. Il termine è usato come abbreviazione di “riscaldamento globale di origine antropica” (d’ora in poi “AGW”). E’ strettamente legato ad altri sistemi di credenze moderni, come la correttezza politica, la chemophobia (paura della chimica) e varie altre forme di allarmismo, ma rappresenta l’avanguardia dell’assalto all’uomo scientifico.
Gli attivisti ora preferiscono chiamarlo “cambiamento climatico”. Questo dà loro due vantaggi:
1. Permette loro di cogliere come “prova” le inevitabili occorrenze di tempo insolitamente freddo, nonché quelli caldi.
2. Il clima cambia continuamente, e questo gli consente di pretendere di avere ragione in ogni caso.
(non esiste un caso che possa falsificare la loro ipotesi, nel senso di Popper)
Solo persone relativamente anziane possono ricordare la fretta cinica con cui gli allarmisti fecero cadere “l’incombente glaciazione” e abbracciarono la previsione esattamente opposta, ma causata dallo stesso (presunto) colpevole – l’industria. Questo successe in Gran Bretagna, che fu la culla della nuova credenza ed era una risposta alla derisione derivante dalla rovente estate del 1976. Il padre della nuova religione fu Sir Crispin Tickell, che aveva grande influenza sul primo ministro, Margaret Thatcher, che era impegnata in una battaglia con i minatori di carbone e gli sceicchi del petrolio, e fu introdotta in politica internazionale, con l’autorità dell’unico leader politico importante in possesso di un titolo nella scienza. L’introduzione è stata tempestiva ma ironicamente, a seguito di sconvolgimenti politici del mondo, un gruppo nuovo e potente di sinistra si andava coalizzando intorno a questioni ambientali. Il risultato fu una nuova forma di religione atea.
Il culto del riscaldamento globale ha le caratteristiche della religione e non la scienza per i motivi che andremo esaminando.
Fede e scetticismo.
La fede è una credenza senza bisogno di prove. Il metodo scientifico si basa proprio sul concetto opposto.
Da Bacone, attraverso pensatori del calibro di Locke, Hume e Russell, fino alla magnifica affermazione di Popper del principio di falsificabilità, è stato stabilito il metodo scientifico, solo per essere abbandonato in pochi decenni. Si tratta di una delle grandi ironie della storia moderna che la nazione che è stata la culla del metodo scientifico ha poi guidato il processo della sua dissoluzione. La grande differenza, quindi, è che la religione richiede convinzione, mentre la scienza richiede il dubbio. C’è una grande varietà di fedi. L’ateismo è anch’esso una fede come il teismo. Non vi è alcuna prova né dell’uno né dell’altro. Non c’è nessuno scontro fondamentale tra fede e scienza – che non si intersecano. Le difficoltà sorgono, tuttavia, quando si finge di essere l’altro.
“Nullius in verba” (dal latino”(Non dar fiducia) alle parole di nessuno”) era il motto della Royal Society, che ricordava la determinazione dei fondatori nello stabilire i fatti secondo il metodo sperimentale e nel procedere della scienza in modo oggettivo, ignorando l’influenza della politica o della religione. Fu scelto come motto della società, al momento della fondazione, da John Aubrey, nel 1660. Brignell cita il fatto che improvvisamente i Verdi avevano cambiato questo motto in “Rispettare i fatti”
La Scienza vera e propria non parla di “fatti”, ma di “osservazioni, misure”, e come tali soggette ad errore, al contrario dei “fatti” che suonano “indiscutibili”. Ma anche questo secondo motto è stato cambiato, sembra. Andando sul sito della Royal Society vi ho trovato un nuovo motto: “excellence in science”.
I sostenitori dell’AGW amano usare il nome della scienza, ma non i suoi metodi. Promuovono slogan del tipo “Science is settled” quando i veri scienziati sanno che la scienza non è mai definitiva. Non sono stati, però, sempre così saggi. Nel 1900, ad esempio, il grande Lord Kelvin aveva detto: “Non c’è nulla di nuovo da scoprire in fisica ora. Tutto ciò che rimane è fare misure più precise”. In pochi anni la fisica classica venne distrutta da Einstein e dei suoi contemporanei. Da allora, nella scienza, il dibattito non si è mai più chiuso. I Verdi però pretenderebbero che fosse chiuso proprio in quella parte della Scienza, la climatologia, che rispetto ad altre discipline scientifiche, ha minore padronanza del proprio campo di indagine.
Il mondo potrebbe (o forse no) essersi riscaldato di una frazione di grado. Questo potrebbe (o non potrebbe) essere causato (anche) delle attività dell’uomo. Tutto dipende dalla qualità delle osservazioni e la validità delle diverse ipotesi. La scienza accetta varie teorie, come la gravità o l’evoluzione, come il meno peggio a disposizione e l’uso più pratico, ma non “crede”. La religione è diversa.

Presentazione

Perché Prometeo ?
Perché esso rappresenta la lotta dell'uomo verso il progresso, ostacolato con ogni mezzo, menzogne comprese ("hai rubato il fuoco agli dèi") dal potere che teme sopra ogni cosa il cambiamento, ogni cambiamento, visto comunque come un male. Ma il mondo cambia per sua natura, e il cambiamento non può essere fermato, economico, sociale o climatico che sia, anche se le forze più retrograde e conservatrici faranno di tutto per opporsi.
Dietro la lotta al cambiamento climatico, alla CO2, c'è la lotta contro il progresso dell'umanità.
Scopo di questo blog è raccontare quello che a me sembra la verità, assicurandovi la mia buona fede, e scusandomi per essere solo un essere umano imperfetto che può sbagliare, ma che non ha paura di mettersi in gioco. Solo chi non fa non sbaglia, ma chi non fa non vale un centesimo di chi fa.
Non credete a quello che dico solo perché lo dico io, verificatelo, controllate, siate critici. Non voglio imporvi le mie idee (che potrebbero essere sbagliate), voglio che voi ragioniate con la vostra testa.