domenica 15 luglio 2012

La religione verde secondo Brignell 5


Sacrificio e rito
Fa parte della natura umana che non ci piace ammettere di sbagliare, neanche a noi stessi. Le religioni sfruttano questa debolezza, come un mezzo per creare e rafforzare l'impegno. Indurre qualcuno a fare un sacrificio rafforza la causa.
Gli impianti eolici, per esempio, sono i simboli del potere, non di potenza fisica (ne hanno ben poca), ma del potere politico e religioso. Sono come le grandi cupole dei templi, le statue di Saddam o il grande arco "M" della McDonald's. Gli impianti eolici sono brutti: distruggono il paesaggio, e sono fastidiosamente rumorosi, ma è nel loro scopo. Fanno parte del sacrificio. Non sarebbe così male se fossero semplicemente inutili, ma è ancora peggio. I sistemi convenzionali di generazione di potenza equivalente devono operare per l'80% del tempo, mentre il vento soffia troppo poco o troppo, e quindi essere commutata in "warm standby", un processo costoso e dispendioso. Gli impianti eolici sono lì a ricordarci del nostro impegno, volente o nolente, alla causa, sia in materia fiscale (eccessiva) che per la perdita della bellezza del paesaggio e della tranquillità delle nostre orecchie.
Come in altre forme di condizionamento mentale, il rinforzo continuo è una parte necessaria del processo ed è qui che entra in gioco il rituale che comprende piccoli sacrifici ripetuti all'infinito. Girando la casa spegnere le luci di standby ha la stessa funzione del canto ripetitivo dei mantra. 

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