sabato 14 luglio 2012

La religione verde secondo Brignell 3


Guido Botteri
13 luglio 2012
Demagoghi e ipocriti.
Alcune persone hanno una grande capacità di coinvolgere le masse, con sapiente uso della demagogia. Si tratta di un’arte misteriosa, in quanto le loro capacità oratorie spesso non resistono ad esami critici. Sono idoli del momento, che spesso risultano avere i piedi d’argilla, come spesso sembra accadere per i predicatori carismatici in TV.
Uno dei più noti demagoghi della religione senza Dio è Al Gore, certamente grande oratore, ma, dice Brignell, con “chutzpah”. Cosa esattamente intenda dire Brignell, non lo so, scegliete voi tra “impudenza, audacia, faccia tosta, spudoratezza”. Il suo disprezzo per la verità è esemplificato dalla sua caratteristica e onnipresente presenza di fronte a una fotografia satellitare dell’uragano Katrina. Anche alcuni dei più veementi “scienziati” climatici si astengono dal collegare quel particolare evento isolato, e mostruosamente tragico, con il riscaldamento globale. Allo stesso modo le sue profezie di catastrofi, stile Vecchio Testamento, come le inondazioni a causa di un innalzamento del livello del mare, superano ampiamente le pretese più modeste dei “Professionisti”. Come nella distruzione delle città di pianura, ed altre profezie bibliche, Gore promette una pioggia di fuoco e zolfo su di noi, se non cambiamo i nostri comportamenti.
Gore mostra anche tutte le caratteristiche dell’ipocrita religioso classico (aggiungerei che non c’è bisogno di essere “religiosi” per essere degli ipocriti, abbiamo molti evidenti esempi di ipocriti non necessariamente religiosi, ma Brignell sembra avere qualche personale antipatia per la religione, o almeno per alcuni religiosi).
Gore ignora i suoi stessi divieti. Misurandoli con la sua stessa misura (carbon footprint) i suoi peccati sono grandi, almeno venti volte superiori a quelli della media americana. Va bene, però, perché acquista l’assoluzione (carbon offsets) attraverso la sua propria azienda. Essendo lui un privato, non si sa se ne tragga profitto direttamente, ma almeno non paga dal suo reddito imponibile e, peggio di tutto, dimostra che i ricchi sono immuni da tutte le privazioni reali che l’attaccamento alla nuova religione impone ai suoi seguaci più poveri.

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