Guido Botteri
12 luglio 2012
John Brignell, in un articolo scritto a giugno 2007, definì il Global Warming, come una religione, non un fenomeno scientifico.
Ripercorrerò quell’articolo, che mi sembra davvero molto attuale.
Inizia citando Blaise Pascal:
“Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed allegramente come quando lo fanno per convinzione religiosa.”
E’ stato Michael Crichton che per primo ha identificato l’ambientalismo come una religione, in un discorso nel 2003, ma il mondo è andato avanti rapidamente e i seguaci del credo ambientalista hanno ora una grande influenza sul mondo in generale.
Il riscaldamento globale è diventato il nucleo della credenza in una nuova eco-teologia. Il termine è usato come abbreviazione di “riscaldamento globale di origine antropica” (d’ora in poi “AGW”). E’ strettamente legato ad altri sistemi di credenze moderni, come la correttezza politica, la chemophobia (paura della chimica) e varie altre forme di allarmismo, ma rappresenta l’avanguardia dell’assalto all’uomo scientifico.
Gli attivisti ora preferiscono chiamarlo “cambiamento climatico”. Questo dà loro due vantaggi:
1. Permette loro di cogliere come “prova” le inevitabili occorrenze di tempo insolitamente freddo, nonché quelli caldi.
2. Il clima cambia continuamente, e questo gli consente di pretendere di avere ragione in ogni caso.
(non esiste un caso che possa falsificare la loro ipotesi, nel senso di Popper)
Solo persone relativamente anziane possono ricordare la fretta cinica con cui gli allarmisti fecero cadere “l’incombente glaciazione” e abbracciarono la previsione esattamente opposta, ma causata dallo stesso (presunto) colpevole – l’industria. Questo successe in Gran Bretagna, che fu la culla della nuova credenza ed era una risposta alla derisione derivante dalla rovente estate del 1976. Il padre della nuova religione fu Sir Crispin Tickell, che aveva grande influenza sul primo ministro, Margaret Thatcher, che era impegnata in una battaglia con i minatori di carbone e gli sceicchi del petrolio, e fu introdotta in politica internazionale, con l’autorità dell’unico leader politico importante in possesso di un titolo nella scienza. L’introduzione è stata tempestiva ma ironicamente, a seguito di sconvolgimenti politici del mondo, un gruppo nuovo e potente di sinistra si andava coalizzando intorno a questioni ambientali. Il risultato fu una nuova forma di religione atea.
Il culto del riscaldamento globale ha le caratteristiche della religione e non la scienza per i motivi che andremo esaminando.
Fede e scetticismo.
La fede è una credenza senza bisogno di prove. Il metodo scientifico si basa proprio sul concetto opposto.
Da Bacone, attraverso pensatori del calibro di Locke, Hume e Russell, fino alla magnifica affermazione di Popper del principio di falsificabilità, è stato stabilito il metodo scientifico, solo per essere abbandonato in pochi decenni. Si tratta di una delle grandi ironie della storia moderna che la nazione che è stata la culla del metodo scientifico ha poi guidato il processo della sua dissoluzione. La grande differenza, quindi, è che la religione richiede convinzione, mentre la scienza richiede il dubbio. C’è una grande varietà di fedi. L’ateismo è anch’esso una fede come il teismo. Non vi è alcuna prova né dell’uno né dell’altro. Non c’è nessuno scontro fondamentale tra fede e scienza – che non si intersecano. Le difficoltà sorgono, tuttavia, quando si finge di essere l’altro.
“Nullius in verba” (dal latino”(Non dar fiducia) alle parole di nessuno”) era il motto della Royal Society, che ricordava la determinazione dei fondatori nello stabilire i fatti secondo il metodo sperimentale e nel procedere della scienza in modo oggettivo, ignorando l’influenza della politica o della religione. Fu scelto come motto della società, al momento della fondazione, da John Aubrey, nel 1660. Brignell cita il fatto che improvvisamente i Verdi avevano cambiato questo motto in “Rispettare i fatti”
La Scienza vera e propria non parla di “fatti”, ma di “osservazioni, misure”, e come tali soggette ad errore, al contrario dei “fatti” che suonano “indiscutibili”. Ma anche questo secondo motto è stato cambiato, sembra. Andando sul sito della Royal Society vi ho trovato un nuovo motto: “excellence in science”.
I sostenitori dell’AGW amano usare il nome della scienza, ma non i suoi metodi. Promuovono slogan del tipo “Science is settled” quando i veri scienziati sanno che la scienza non è mai definitiva. Non sono stati, però, sempre così saggi. Nel 1900, ad esempio, il grande Lord Kelvin aveva detto: “Non c’è nulla di nuovo da scoprire in fisica ora. Tutto ciò che rimane è fare misure più precise”. In pochi anni la fisica classica venne distrutta da Einstein e dei suoi contemporanei. Da allora, nella scienza, il dibattito non si è mai più chiuso. I Verdi però pretenderebbero che fosse chiuso proprio in quella parte della Scienza, la climatologia, che rispetto ad altre discipline scientifiche, ha minore padronanza del proprio campo di indagine.
Il mondo potrebbe (o forse no) essersi riscaldato di una frazione di grado. Questo potrebbe (o non potrebbe) essere causato (anche) delle attività dell’uomo. Tutto dipende dalla qualità delle osservazioni e la validità delle diverse ipotesi. La scienza accetta varie teorie, come la gravità o l’evoluzione, come il meno peggio a disposizione e l’uso più pratico, ma non “crede”. La religione è diversa.
Ripercorrerò quell’articolo, che mi sembra davvero molto attuale.
Inizia citando Blaise Pascal:
“Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed allegramente come quando lo fanno per convinzione religiosa.”
E’ stato Michael Crichton che per primo ha identificato l’ambientalismo come una religione, in un discorso nel 2003, ma il mondo è andato avanti rapidamente e i seguaci del credo ambientalista hanno ora una grande influenza sul mondo in generale.
Il riscaldamento globale è diventato il nucleo della credenza in una nuova eco-teologia. Il termine è usato come abbreviazione di “riscaldamento globale di origine antropica” (d’ora in poi “AGW”). E’ strettamente legato ad altri sistemi di credenze moderni, come la correttezza politica, la chemophobia (paura della chimica) e varie altre forme di allarmismo, ma rappresenta l’avanguardia dell’assalto all’uomo scientifico.
Gli attivisti ora preferiscono chiamarlo “cambiamento climatico”. Questo dà loro due vantaggi:
1. Permette loro di cogliere come “prova” le inevitabili occorrenze di tempo insolitamente freddo, nonché quelli caldi.
2. Il clima cambia continuamente, e questo gli consente di pretendere di avere ragione in ogni caso.
(non esiste un caso che possa falsificare la loro ipotesi, nel senso di Popper)
Solo persone relativamente anziane possono ricordare la fretta cinica con cui gli allarmisti fecero cadere “l’incombente glaciazione” e abbracciarono la previsione esattamente opposta, ma causata dallo stesso (presunto) colpevole – l’industria. Questo successe in Gran Bretagna, che fu la culla della nuova credenza ed era una risposta alla derisione derivante dalla rovente estate del 1976. Il padre della nuova religione fu Sir Crispin Tickell, che aveva grande influenza sul primo ministro, Margaret Thatcher, che era impegnata in una battaglia con i minatori di carbone e gli sceicchi del petrolio, e fu introdotta in politica internazionale, con l’autorità dell’unico leader politico importante in possesso di un titolo nella scienza. L’introduzione è stata tempestiva ma ironicamente, a seguito di sconvolgimenti politici del mondo, un gruppo nuovo e potente di sinistra si andava coalizzando intorno a questioni ambientali. Il risultato fu una nuova forma di religione atea.
Il culto del riscaldamento globale ha le caratteristiche della religione e non la scienza per i motivi che andremo esaminando.
Fede e scetticismo.
La fede è una credenza senza bisogno di prove. Il metodo scientifico si basa proprio sul concetto opposto.
Da Bacone, attraverso pensatori del calibro di Locke, Hume e Russell, fino alla magnifica affermazione di Popper del principio di falsificabilità, è stato stabilito il metodo scientifico, solo per essere abbandonato in pochi decenni. Si tratta di una delle grandi ironie della storia moderna che la nazione che è stata la culla del metodo scientifico ha poi guidato il processo della sua dissoluzione. La grande differenza, quindi, è che la religione richiede convinzione, mentre la scienza richiede il dubbio. C’è una grande varietà di fedi. L’ateismo è anch’esso una fede come il teismo. Non vi è alcuna prova né dell’uno né dell’altro. Non c’è nessuno scontro fondamentale tra fede e scienza – che non si intersecano. Le difficoltà sorgono, tuttavia, quando si finge di essere l’altro.
“Nullius in verba” (dal latino”(Non dar fiducia) alle parole di nessuno”) era il motto della Royal Society, che ricordava la determinazione dei fondatori nello stabilire i fatti secondo il metodo sperimentale e nel procedere della scienza in modo oggettivo, ignorando l’influenza della politica o della religione. Fu scelto come motto della società, al momento della fondazione, da John Aubrey, nel 1660. Brignell cita il fatto che improvvisamente i Verdi avevano cambiato questo motto in “Rispettare i fatti”
La Scienza vera e propria non parla di “fatti”, ma di “osservazioni, misure”, e come tali soggette ad errore, al contrario dei “fatti” che suonano “indiscutibili”. Ma anche questo secondo motto è stato cambiato, sembra. Andando sul sito della Royal Society vi ho trovato un nuovo motto: “excellence in science”.
I sostenitori dell’AGW amano usare il nome della scienza, ma non i suoi metodi. Promuovono slogan del tipo “Science is settled” quando i veri scienziati sanno che la scienza non è mai definitiva. Non sono stati, però, sempre così saggi. Nel 1900, ad esempio, il grande Lord Kelvin aveva detto: “Non c’è nulla di nuovo da scoprire in fisica ora. Tutto ciò che rimane è fare misure più precise”. In pochi anni la fisica classica venne distrutta da Einstein e dei suoi contemporanei. Da allora, nella scienza, il dibattito non si è mai più chiuso. I Verdi però pretenderebbero che fosse chiuso proprio in quella parte della Scienza, la climatologia, che rispetto ad altre discipline scientifiche, ha minore padronanza del proprio campo di indagine.
Il mondo potrebbe (o forse no) essersi riscaldato di una frazione di grado. Questo potrebbe (o non potrebbe) essere causato (anche) delle attività dell’uomo. Tutto dipende dalla qualità delle osservazioni e la validità delle diverse ipotesi. La scienza accetta varie teorie, come la gravità o l’evoluzione, come il meno peggio a disposizione e l’uso più pratico, ma non “crede”. La religione è diversa.
Questo post era stato pubblicato su Climatemonitor, ma essendo l'argomento eccessivamente lungo, ho preferito continuarlo qui, lasciando un link su Climatemonitor
RispondiEliminaPer ora riporto qui i post già scritti, poi aggiungerò quelli nuovi con un link finale a Climatemonitor